sabato 21 maggio 2011

Il tramonto di un comunicatore.

E così Silvio Berlusconi ha ritrovato la parola. Ha confezionato cinque videomessaggi vagamente truccati da interviste per cinque diversi tg.
A mio modo di vedere, questa strategia è il più grosso errore comunicativo mai commesso dall'inquilino di Palazzo Chigi; innanzitutto, partiamo dalla scenografia: approssimativa, artefatta, asettica e distrattamente istituzionale: un drappo bizantineggiante  cela in parte i vessilli nazionali ed europei. Il set scelto marca un distacco evidente dai luoghi caldi dei ballottaggi, ponendolo su un piedistallo piuttosto inadeguato al momento storico; il premier, truccato all'inverosimile, è a primo impatto fin troppo simile alla memorabile imitazione di Sabina Guzzanti e la rigidità della sua posa, unita alla fissità dello sguardo, non trasmette quell'energia che ne ha contraddistinto i  migliori appelli. Appare stanco, lontano, né convinto, né convincente; le argomentazioni sono tanto superficiali quanto anacronistiche: vengono nuovamente rievocati gli spettri dei comunisti alle porte e l'incubo di una colonizzazione islamica, i problemi di sicurezza dati dai rom e l'inadeguatezza delle forze di estrema sinistra nella guida di Milano, specie con l'Expo vicino.
Su Napoli, invece, afferma che "non si può votare un ex pm d'assalto privo di qualsiasi esperienza amministrativa della città"; al di là del proverbiale attacco alla magistratura, stupisce il richiamo alla mancanza di esperienza gestionale, considerando il notorio sdegno del Presidente per i politici di professione.
Complessivamente è tutto il prodotto offerto a non convincere; l'idea che se ne ricava è quella di un Berlusconi alla ricerca del massimo risultato col minimo sforzo, privo di proposte e arroccato su dogmatismi sorpassati. Il tentativo di inculcare paura è sterile: come ho scritto ieri, soffia sul Mediterraneo e sulla politica in genere un vento di rinnovamento, portato da giovani dinamici, organizzati in movimenti e mal disposti a moniti e convenzionalismi. Preferiscono delle sincere maniche rimboccate ad abiti e posture impeccabili. I cinque messaggi hanno l'aria del 'già sentito', non emozionano. Forse perchè neanche il premier si emoziona più, forse perchè sente che la terra sotto trema e che il castello sta crollando. Arrivano da tutte le parti e lui sembra un pugile suonato, ormai sulle gambe. Un'evoluzione sociopolitica presuppone una narrazione efficace e sognante; una volta, Berlusconi si presentava al telefono come 'il sogno degli italiani'. Adesso le sue telefonate sono più infelici e forse la maggioranza di quei sogni hanno voci, facce e sfondi che non potrebbero essere più diversi.

2 commenti:

  1. I greci ci hanno insegnato i corsi e ricorsi della storia: dittatura-democrazia-oclocrazia. In questo momento mi pare piuttosto opportuno ripartire con uno spirito alessandrino e swiftiano, di individualismo positivo, orgoglioso, entusiasta, propositivo. Dopo lo sconvolgimento distruttivo degli ultimi 17 anni, buon presente e buon futuro a che, da tutto il mondo ed in tutto il mondo, riparte con questo spirito!

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  2. Mi stai dicendo che non era la Guzzanti???

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